RAGIONI PER CUI LE DIETE NON FUNZIONANO

benessere dieta funzionamento salute Aug 11, 2021

Ippocrate diceva:

fai che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo

Questo mi permette di affermare tranquillamente che, ormai da qualche annetto, il mondo della Scienza è al corrente di quanto sia importate il Cibo per il genere Umano.

Vista la situazione attuale, mi vien da pensare che qualche cosa non abbia funzionato. Secondo il rapporto Osservasalute 2016, che fa riferimento ai risultati dell’Indagine Multiscopo dell’Istat “Aspetti della vita quotidiana”, emerge che, in Italia, nel 2015, più di un terzo della popolazione adulta (35,3%) è in sovrappeso, mentre una persona su dieci è obesa (9,8%); situazione che purtroppo non migliora per i nostri bambini, dove troviamo il 21,3 % in sovrappeso e 9,3% nella condizione di obesità.

Quindi, che qualcosa non sta funzionando, lo dicono i numeri e, di fronte a questi dati, le chiacchiere non contano. Tra le cause maggiori di questo fallimento, vi sono la vita sedentaria, gli inquinanti e lo stress. La vita moderna tende a farci ingrassare.

Ma tutte queste persone non stanno facendo davvero niente per invertire il trend?

Il numero di coloro che nell’ultimo ventennio ha cercato in qualche modo di perdere peso è molto alto; possiamo affermare, con tutta tranquillità, che quasi tutte le persone valutate sovrappeso/obese hanno avuto a che fare con la famigerata dieta (erroneamente definita famigerata, perché vista come un percorso di restrizione; il termine, che deriva dal Greco, significa invece corretto stile di vita). Ma allora, come mai il problema non si è risolto o quanto meno invertito?

Le possibilità sono due: o siamo tutti completamente incapaci di avere un minimo di attenzione verso il nostro stato di benessere oppure il sistema alimentare proposto non è corretto.

Analizzando la prima causa potenziale, possiamo dire che la semplicità con la quale noi “piccoli” esseri umani tendiamo a cedere alle tentazioni, sia un fatto assolutamente biblico (ricordiamo Adamo, Eva e la mela), ma è strano credere che sia solo per questo; è innegabile infatti l’attenzione che si sta prestando all’alimentazione a scopo estetico e salutare (i vari movimenti, come quello vegano o vegetariano, sono in continuo aumento). Sembra a dir poco riduttivo, proporre come causa unica l’incapacità degli esseri umani di aderire ai loro piani e di cedere alle tentazioni.

Andiamo ad analizzare la seconda causa potenziale, cioè tutto quello che è stato ed  è proposto dal mondo accademico classico.

Per questo punto, è doveroso dare informazioni chiare circa le figure professionali che attualmente si occupano di gestire la Nutrizione Umana: Medici, Biologi e Dietisti.

Medici e Biologi possono, con regolare iscrizione, esercitare autonomamente; i Dietisti sviluppano Programmi Alimentari solo se controfirmati dal medico o dal biologo competente. Nessun’altra figura (come ad esempio farmacisti, naturopati, osteopati, personal trainer, estetiste) può prescrivere diete.

É ora di fare po’ di chiarezza, visto il caos imperante nel quale sta navigando il mondo della nutrizione, in modo da escludere tutte quelle diete proposte oggi nel mercato dalle figure più improvvisate.

Normalmente, il motivo che porta a rivolgersi all‘esperto della Nutrizione è la perdita di peso, per fini di salute ed estetici, visti i canoni di bellezza attuali. Così, nel pieno di una forte spinta emotiva, si decide di tentare questo “durissimo” percorso di dimagrimento, vivendo il tutto come la Sfida della Vita. Nulla di male.

La proposta classica accademica, prevede un approccio basato sulle kilocalorie, dove, grazie ad una restrizione di calorie giornaliere assunte, si porta il soggetto al suo peso forma ideale. Solitamente si tende ad abbassare/togliere la quota di carboidrati (pasta, pane, pizza), ridurre il consumo di grassi (oli) e ridurre/eliminare il sale da condimento. Altro fattore solitamente indicato, è quello di cucinare tutto in acqua (bollito), senza olio. Il metodo in uso, può essere semplicemente definito “dimagrimento per restrizione calorica”. Si arriva anche a prescrivere diete di circa 1000-1200 kcal (considerando che il fabbisogno medio è di circa 2000-2500 kcal), che portano quasi sempre al risultato sperato, il dimagrimento.

Bene, allora come mai non siamo tutti belli e magri?

Proviamo a metterci a dieta: togliamo la pasta, togliamo il pane, togliamo i grassi, togliamo, togliamo, TOGLIAMO! Il motto comune è togliere tutto. Seguendo tutte le indicazioni dello specialista di turno, sicuramente perderemo peso, forse ci sentiremmo meglio e addirittura, anche le analisi miglioreranno; ma a quale prezzo?

La privazione non è certamente cosa semplice da gestire e a meno che non si faccia un cammino di tipo monastico, è quasi impossibile pensare di stare tutta la vita a dieta privativa, dove il pasto tipo è composto da petto di pollo scondito, lattuga scondita, mela (solo se non prescritta lontano dai pasti) e 30 gr di pane o 2 gallette (quando i carboidrati sono concessi).

È normale che il senso di fame, la necessità di voler altri alimenti, il gusto, iniziano man mano a farsi sempre più forti e dopo un tempo variabile, relativo alle personali attitudini al sacrificio o, ancora più tecnicamente, alle personali condizioni Metabolico-Costituzionali, si tenderà inevitabilmente a cercare di colmare le mancanze. Non sapendo altro, l’unica cosa naturale da fare è quella di tornare alle abitudini precedenti. Sfida persa. Il successivo senso di frustrazione e di incapacità si alterna poi ad un senso di rivalsa che porta ad affrontare cicli di dieta e non dieta per svariate volte nel corso del tempo.

È ora di dire basta a tutto questo, a trattamenti dietoterapici protocollati dove non si considerano le differenze tra individuali e dove il principale termine di considerazione è il togliere, il privare. Tutto questo non può funzionare ed effettivamente, non sta funzionando (i numeri non mentono mai!).

La moderna dietologia deve prevedere piani alimentari costruiti sulla base di un approccio individualizzato, sulla costituzione personale e deve tener conto delle innumerevoli proprietà che ciascun alimento ha (sano-naturale e non artefatto dai processi industriali). La corretta Nutrizione o Dieta (come la si chiama comunemente) porta il nostro organismo verso una spinta/attivazione delle funzioni e quindi, all’inevitabilmente e spontanea perdita di peso, senza privazione, ma proprio per Attivazione.

Il massimo stimolo delle funzioni, lo possiamo ottenere solo grazie all’effetto funzionale che ogni alimento contiene naturalmente al suo interno, adattando il tutto alle necessità individuali.

L’unico effetto di base che si deve ricercare è un riequilibrio del metabolismo; in questo stato il corpo ritrova la sua naturale forma di salute migliore (ovviamente senza considerare i limiti dei condizionamenti ambientali, in termini emotivi e psicologici, per i quali ci vorrebbero altri tipi di considerazioni, comunque opportune per ottenere un benessere Totale).

Solo così la Sfida si può vincere, combattendola ad armi pari.